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Agire Politicamente

Un progetto partito per un progetto società

Lino Prenna

Roma, 8 Luglio 2019

Se volessimo dare uno sguardo al dibattito interno, peraltro sempre più autorefenziale, del Partito Democratico, dovremmo constatare che non è cambiato niente rispetto al passato: cambiano i segretari ma non cambia il partito e permane la tendenza a dividere più che a condividere. E se volessimo chiedere che fine ha fatto il progetto originario, che portò a parlare di partito nuovo e non di un nuovo partito, dovremmo rispondere che questi anni sono stati impiegati a distruggerlo, ancor prima di tentarne la realizzazione!

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Lettera a Marco Tarquinio

Lino Prenna

Roma, 7 settembre 2019

A Marco Tarquinio

direttore di Avvenire

Caro direttore, l’11 luglio scorso, le ho inviato un articolo sul Pd, che sottoponevo alla sua valutazione, per l’eventuale pubblicazione su Avvenire. Le ho chiesto, successivamente, di farmi sapere se intendesse pubblicarlo, ma non ho ricevuto risposta. Ora, non posso non esprimerle il mio rammarico, non per la mancata pubblicazione, che accetto come esito della sua valutazione da me stesso richiesta, ma per non avermene informato e date le ragioni, doverose in un fiduciario rapporto quale Agire Politicamente, attraverso il suo coordinatore nazionale, ritiene di aver stabilito con lei e il giornale che dirige.

Inoltre, esprimo il rammarico per non aver dato notizia del seminario di formazione che abbiamo tenuto a Poppi, presso il monastero delle monache camaldolesi, dal 28 al 31 agosto scorso, sul tema “La memoria di essere popolo. Per una prossimità della politica”, di cui Pier Giorgio Maiardi le inviò il programma alcuni giorni prima (esattamente il 22).

Ci dispiace che, per omissione o decisione, non ne abbia dato notizia, soprattutto perché volevamo condividere con i lettori di Avvenire, l’intenzione, formulata nell’introduzione al programma, di aver pensato il seminario come “atto di sentita devozione e di affettuosa vicinanza al Santo Padre, fatto oggetto di ingiuste accuse e strumentali contestazioni”.

Come ho fatto in altre occasioni, le auguro buon lavoro a servizio di un Paese migliore e le assicuro la fraterna cordialità dei miei saluti

Segue: lettera

Significato cristiano dell’azione politica

Agire Politicamente - Coordinamento di cattolici democratici

Il Coordinatore nazionale Lino Prenna

Foglio periodico "Anno XIX Numero 2" - 12 Giugno 2019

Le ultime elezioni europee e amministrative, precedute dalle istrioniche e sacrileghe esibizioni di Matteo Salvini, hanno alzato al 34% il consenso alla Lega: un risultato preoccupante per varie ragioni ma anche perché quell’elettorato è formato prevalentemente da cattolici.

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Un progetto partito per un progetto società

Agire Politicamente - Coordinamento di cattolici democratici

Il Coordinatore nazionale Lino Prenna

8 Luglio 2019

Se volessimo dare uno sguardo al dibattito interno, peraltro sempre più autorefenziale, del Partito Democratico, dovremmo constatare che non è cambiato niente rispetto al passato: cambiano i segretari ma non cambia il partito e permane la tendenza a dividere più che a condividere. E se volessimo chiedere che fine ha fatto il progetto originario, che portò a parlare di partito nuovo e non di un nuovo partito, dovremmo rispondere che questi anni sono stati impiegati a distruggerlo, ancor prima di tentarne la realizzazione!

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Aprire il Paese ad un futuro di speranza

Dichiarazione di Agire Politicamente in vista delle elezioni del 4 Marzo

Roma, 14 febbraio 2018

Il Coordinatore nazionale

Analogo articolo è stato indirizzato al quotidiano Avvenire

1.    Nel messaggio di fine anno, il presidente della Repubblica, con felice immagine, ha detto che “le elezioni aprono, come sempre, una pagina bianca”, che tutti siamo chiamati a scrivere, possibilmente in bella copia: la società civile, ancor prima dei partiti e dello stesso Parlamento da eleggere. E’ una scrittura faticosa, incerta, svogliata e perfino negata, anche perché, come ha rilevato il presidente della Cei nella prolusione al Consiglio permanente del 22 gennaio scorso, “il nostro Paese sembra segnato da un clima di ‘rancore sociale’, alimentato da una complessa congiuntura economica, da una diffusa precarietà lavorativa e dall’emergere di paure collettive”.

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