DAL CATTOLICESIMO DEMOCRATICO AL NUOVO POPOLARISMO

Dalle radici filosofiche, teoriche e storiche del cattolicesimo democratico all’attualità

Francesca Sanseverino

18 Giugno 2021

“Ma noi non vogliamo ripetere, se non nell’accezione originaria di ricercare ancora, di rinnovare, di saper accogliere le novità con la prudenza della mente e la speranza nel cuore.”

Viviamo in un’epoca di transizione. E alla transizione, interpretata come categoria temporale e culturale, è possibile ricondurre la mutevolezza delle vicende umane e, in particolare, della politica, “la più fragile delle attività umane”. Ma il complesso valore semantico del transitivo non concerne solo i concetti di cambiamento e precarietà e sottende, infatti, una pars construens efficace in cui riconoscere la “crisi antropologica e socio-ambientale” per poi rielaborare nuove metodologie e un nuovo popolarismo. 

La voce autorevole e di primissimo piano di Lino Prenna traccia un’analisi lucida e appassionata del cattolicesimo democratico, dai discorsi fondativi e pregnanti di don Luigi Sturzo alle parole di papa Francesco, “interprete critico ma cordiale della modernità”.

Nel suo ultimo e prezioso saggio, Dal cattolicesimo democratico al nuovo popolarismo. Sui sentieri di Francesco (il Mulino, 2021), scandaglia in maniera puntualissima e dettagliata le principali problematiche, i limiti, le speranze del cattolicesimo democratico, tra cultura della mediazione e cittadinanza, tra etica e teologia politica, tra responsabilità e diritti.

Di notevole interesse è l’indagine lessicale, attraverso cui si ricerca la valenza del cattolicesimo democratico partendo dalle origini del nome e della fisionomia del movimento: “democratici e cattolici o cattolici e democratici, una formulazione che potremmo adottare, invece di <cattolici democratici>, per fare della fede democratica un sostantivo della nostra fede religiosa.” Una definizione che riporta perfettamente le ragioni e la consapevolezza alla base di un cattolicesimo democratico rinnovato, rigenerato.

A tal proposito, estremamente illuminante si rivela l’approfondimento contenuto nel capitolo ottavo: da una riflessione sulle sorti della democrazia registrate negli ultimi tempi, il Professor Prenna si sofferma sul rapporto e sulla riconciliazione necessaria tra cattolici e sistema democratico. In un’epoca dominata dalle “passioni tristi” di spinoziana memoria, “i partiti sono apparsi incapaci o inadeguati a cogliere le opportunità innovative della rivoluzione digitale, rimanendo fermi a una rigidità perfino sclerotica.”

In un universo digitale che avanza, la riconciliazione dei principi del cattolicesimo con le urgenze della modernità si dimostra sempre più stringente, per cui al riconoscimento dei valori della democrazia si affianca la cultura della mediazione, una dialettica risolutiva libera dalle pesanti “spoglie d’Egitto” riconosciute da Rosmini.

A porre i “germi di un mondo nuovo”, quel ritorno alla persona auspicato da Lino Prenna, “che apre al futuro ogni tempo e non può che segnare di speranza le inquiete contrade del mondo.”

Vivida speranza, fede cristiana e attenzione alla natura delle cose sono care al pontificato impegnato di papa Francesco e costituiscono le ragioni fondamentali nell’importante processo di riconciliazione della tradizione cattolica con le res novae della modernità.

Lino Prenna, attraverso il cammino incalzante e accurato sui sentieri di Francesco, delinea la svolta antropologica della teologia, cura del mondo e del cattolicesimo democratico stesso.

 


Vedi introduzione al testo

Vedi Lino Prenna, Dal cattolicesimo democratico al nuovo popolarismo, Il Mulino, Collana Politica, società, storia, Pubblicazioni dell’Istituto Luigi Sturzo di Roma – 2021 -ISBN 978-88-15-29245-2