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Un nuovo umanesimo europeo

Popoli religioni culture

il recente saggio editoriale di Lino Prenna

Editore: "Il pozzo di Giacobbe" - Roma, settembre 2019

(Dall’Introduzione ) Il testo è disponibile nel circuito librario

da Politicamente N. 1/2020

All’inizio di questo millennio, mentre l’Europa economica veniva unificata con la moneta unica, Jacques Delors, già presidente della Commissione europea e presidente della Commissione incaricata dall’Unesco del Rapporto sull’educazione nel XXI secolo, valutando il cammino compiuto dall’Unione, segnalava il fallimento delle proposte finalizzate alla costruzione dell’Europa politica, con la conseguente necessità di ripiegare sulle strade complesse e tortuose dell’integrazione attraverso l’economia. E aggiungeva: «Se in dieci anni non saremo riusciti a dare un’anima, una spiritualità, un significato all’Europa, avremo perso la partita». (Vedi Introduzione al testo)

L’associazione Agire politicamente, nella tradizione ideale e storica del cattolicesimo democratico, che ha coltivato lo spirito europeo come anima di un progetto unitario, si fece interprete di tale accorato appello, promovendo, a Trento, nell’ottobre del 2002, un colloquio di cultura politica sull’identità spirituale e sulla vocazione della construenda Europa communis, ispirato all’umanesimo plenario, tracciato da Paolo VI come orizzonte cuturale di «sviluppo integrale dell’uomo e sviluppo solidale dell’umanità».

“Che cosa ti è successo, Europa umanistica, paladina dei diritti dell’uomo, della democrazia e della libertà? Che cosa ti è successo, Europa terra di poeti, filosofi, artisti, musicisti, letterati? Che cosa ti è successo, Europa madre di popoli e nazioni, madre di grandi uomini e donne che hanno saputo difendere e dare la vita per la dignità dei loro fratelli?”

(Papa Francesco, Discorso per il Conferimento del Premio Carlo Magno, 6 maggio 2016).

Copertina

La scadenza elettorale del 26 maggio scorso imponeva di dedicare l’assemblea annuale dell’associazione all’Europa, chiamata alle urne per rinnovare la propria vocazione comunitaria ma minacciata da diffuse rivendicazioni di sovranità nazionale. E abbiamo scelto di dare il nostro contributo di riflessione e di elaborazione alla costruzione del «nuovo umanesimo europeo», sognato da papa Francesco «con la mente e con il cuore, con speranza e senza vane nostalgie, come un figlio che ritrova nella madre Europa le sue radici di vita e di fede».

Le relazioni, rielaborate da parte degli autori e qui raccolte, esprimono anche la nostra speranza che la madre Europa continui il processo di integrazione europea come cammino di umanizzazione dei popoli, delle culture, delle religioni, affacciati sul quel drammatico crocevia, culla dell’umanità, che è il Mediterraneo. Il sogno del Papa e nostro di un nuovo umanesimo nasce dalla dolente constatazione di un’Europa, «stanca e invecchiata», «un’Europa decaduta che sembra abbia perso la sua capacità generatrice e creatrice».


Testo presente anche sul Foglio periodico "Politicamente - Anno XX Numero 1 Gennaio-Marzo 2020"

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