Democrazia e Istituzioni

Il NO della CGIL alla riforma costituzionale

Documento prodotto nell'Assemblea Generale Cgil Nazionale

Roma 7 – 8 settembre 2016

 

ORDINE DEL GIORNO

La CGIL è partita da una discussione tutta di merito delle modifiche costituzionali, proposte volute dal Governo, approvate dal Parlamento e che saranno sottoposte al Referendum costituzionale, non volendo essere rinchiusa in una logica di schieramento o pregiudiziale. In tal senso andava l'ordine del giorno approvato dal Direttivo nazionale della CGIL il 24 maggio scorso. In questi mesi, a partire da quell'ordine del giorno, abbiamo organizzato centinaia di iniziative di confronto e approfondimento che hanno riscontrato anche posizioni diverse ma un consenso nei confronti dei giudizi espressi dalla Cgil. Per la nostra organizzazione, infatti, l’auspicabile obiettivo di superare il bicameralismo perfetto, che anche la CGIL richiede da tempo, istituendo una seconda camera rappresentativa delle Regioni e delle Autonomie locali, e di correggere le criticita della riforma del 2001, si è tradotto in un'eccessiva centralizzazione dei poteri allo Stato e al Governo. 

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Come cambia la democrazia è come cambia la Costituzione ...

Nicola Colaianni argomenta da giurista la sua posizione sul referendum

 

Nicola Colaianni

Bari, Agosto 2016

Come cambia la democrazia è come cambia la Costituzione, perché, nella magistrale definizione della dichiarazione dei diritti dell’uomo del 1789, “la società nella quale la garanzia dei diritti non è assicurata, né la separazione dei poteri determinata, non ha Costituzione”.

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I SENATI D’EUROPA

Relazione presentata al Seminario nazionale di “Agire Politicamente” su “LA RIFORMA COSTITUZIONALE, QUALE DEMOCRAZIA?”

 

Edoardo D’Alfonso

 Laggio di Cadore – 29 Agosto 2016

 

Il tema della partecipazione regionale al processo decisionale europeo è approdato nella discussione anche a livello ufficiale dell’Unione da ormai un quindicennio (cfr. Laura Tilindyte, Regional partecipation in EU decision-making, European Parliament Research Service) e si ricollega al tema delle camere parlamentari nella misura in cui il coinvolgimento delle regioni europee in un’idea di “governance multi-livello” (continentale, statale, territoriale) si sostanzia non solo attraverso meccanismi di reciproca consultazione, ma anche attraverso la partecipazione dei livelli inferiori agli organi di governo di quelli superiori. Ciò vale sul piano esecutivo, come dimostra la partecipazione dei ministri regionali alle sedute del Consiglio dell’UE, ed anche su quello dei parlamenti, per i quali questo discorso è inscindibile con quello della forma e dei poteri della seconda camera parlamentare (i “senati”). Il discorso che si esporrà circa i senati in Europa toccherà, lo anticipo, alcuni punti inerenti le camere alte dei paesi di questo continente: 1) le modalità di composizione; 2) le competenze rispetto all’ordinamento interno; 3) il ruolo nei confronti dell’Unione europea.

 

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Breve guida alla riforma costituzionale e al referendum confermativo

Domande e risposte

 

a cura di Carlo Giulio Lorenzetti Settimanni

Bologna, Agosto 2016

Come è stato giustamente osservato da molti commentatori, il dibattito sulla riforma costituzionale è stato viziato sin dall'inizio da affermazioni non veritiere.

 Questa breve e sintetica rassegna circa i punti principali della legge di riforma si propone di fare chiarezza su alcuni dei temi più caldi (quali il superamento del bicameralismo, la semplificazione del sistema istituzionale,la riduzione dei costi ecc. che maggiormente hanno dato luogo a versioni non sempre aderenti ai fatti) e di contribuire così a una conoscenza informata del testo e all'espressione di un voto consapevole al prossimo referendum confermativo.

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Un percorso ragionato per un voto responsabile al referendum di autunno

Seminario estivo di Agire Politicamente 2016

Il contributo di Giancarla Codrignani (letto da Pier Giorgio Maiardi)

 

Giancarla Codrignani

 Laggio di Vigo di Cadore – 30 agosto 2016

Prima di tutto una premessa sulle trasformazioni del mondo è cambiato. Senza adeguamenti dobbiamo cogliere le occasioni per non abbandonare la globalizzazione alla finanza, e darle invece i connotati culturali che sembra non siamo ancora attrezzati a fornirle per reagire in senso positivo. Non si tratta di derogare ai principi: come raccomandava Giovanni XXIII alla chiesa, occorre leggere meglio (sia il Vangelo sia i segni dei tempi).

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