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NO AL NOME NEI CONTRASSEGNI DI LISTA

Sulla riforma elettorale [1]

da Comitati Dossetti per la Costituzione

Roma, 23 novembre 2011; 11 luglio 2012

Il 23 novembre 2012 i Comitati Dossetti per la Costituzione lanciavano e proponevano alla firma dei cittadini un “APPELLO CONTRO IL CULTO DELLA PERSONALITA’ NEI SIMBOLI ELETTORALI”, appello che, ripreso in vari siti web, registrava in breve tempo un alto numero di adesioni. Nel momento in cui, anche per la pressante sollecitazione del Presidente Napolitano, le forze politiche si apprestano a discutere in Parlamento una riforma della legge elettorale, i Comitati Dossetti ripropongono il medesimo appello, lo inviano a tutti i parlamentari della Repubblica, lo raccomandano ai media che hanno la responsabilità di informare i cittadini di quanto sta loro per accadere,  sottolineando che, quale che sia il sistema elettorale scelto, è di vitale importanza per la democrazia e per il Paese che si esca dalle pratiche personalistiche e plebiscitarie che negli ultimi vent’anni hanno funestato il Paese.

Questo è il testo dell’appello quale viene oggi riproposto:

APPELLO CONTRO IL CULTO DELLA PERSONALITA’ NEI SIMBOLI ELETTORALI

ai parlamentari che si accingono a cambiare la legge elettorale e a tutti i cittadini

Per risanare il sistema democratico dai mali contratti in questi anni, i Comitati Dossetti per la Costituzione chiedono che nella prossima riforma della legge elettorale, oltre al ripristino della scelta dei rappresentanti da parte dei cittadini e all’abolizione dell’esorbitante premio di maggioranza oggi previsto per la Camera, venga incluso il divieto di contrassegni di lista recanti un nome di persona. L’esperienza ha dimostrato come abbia alterato la qualità della vita democratica la personalizzazione della lotta per la guida politica del Paese, basata sul pregiudizio ideologico secondo cui il capo politico incorporerebbe in sé tutto il popolo, quando invece questo nella varietà dei suoi interessi e dei suoi ideali è pienamente rappresentato solo dal Parlamento. La mancanza di un nome nel simbolo non significa sottrarre al popolo la scelta del governante migliore possibile, ma significa che il governo della legge e non il governo degli uomini d’eccezione è il connotato della democrazia. Resta infatti la verità del detto attribuito a Socrate da Platone nella “Repubblica”, e ricordato da Kelsen a suffragio della tesi che “la democrazia è un regime senza capi”: alla domanda su come in uno Stato ideale dovrebbe essere accolto un uomo dotato di qualità superiori, un “genio”, il filosofo greco rispondeva: “Noi l’onoreremmo come un essere degno di adorazione, meraviglioso ed amabile, ma dopo avergli fatto notare che non c’è uomo di tal genere nel nostro Stato e che non deve esserci, untogli il capo e incoronatolo, lo scorteremmo fino alla frontiera”.

La rinunzia al proprio nome nel contrassegno di lista rappresenterebbe per i leaders politici quel “passo indietro” che per il ripristino della pienezza democratica, come si è ritenuto, era richiesto non solo a Berlusconi, e sarebbe una convalida degli art. 49 e 67 della Costituzione secondo i quali a tutti i cittadini tocca concorrere a determinare la politica nazionale e i parlamentari non sono gravati da vincolo di mandato; il continuo richiamo a un’investitura popolare del capo ha infatti determinato nel senso comune la convinzione che i membri del Parlamento dipendano da un mandato imperativo dato dall’alto, al punto che sono stati accusati di tradimento quei membri della ex maggioranza che hanno fatto venir meno, come è del tutto legittimo, il loro voto al governo Berlusconi, e che sia stato bollato come “golpe” qualunque tentativo del Parlamento di stabilire una diversa guida richiesta dal Paese.

I firmatari e le firmatarie di questo appello ricordano inoltre la natura politica e non tecnica del risanamento necessario delle finanze pubbliche, che deve avvenire salvaguardando i soggetti più deboli, senza distorsioni elettoralistiche, promuovendo l’occupazione e mirando a un incremento a beneficio di tutti delle ricchezze del Paese, a norma degli art. 23, 35, 37, 41, 53 e 75 della Costituzione.

Raniero La Valle, prof. Luigi Ferrajoli, prof. Mario Dogliani, Domenico Gallo, prof. Umberto Allegretti, prof. Gaetano Azzariti, prof. Lorenza Carlassare, prof. Alfonso Di Giovine, prof. Alessandro Pizzorusso, prof. Sergio Bartole, prof. Francesco Zanchini, Carla Ravaioli, Alessandro Baldini, Francesco Di Matteo, Maurizio Serofilli, Francesco Domenico Capizzi, Giancarla Codrignani, Giuseppe Campione, Enrico Peyretti, prof. Adriano Prosperi, prof. Nicola Tranfaglia, Ettore Masina, Nanni Russo, Patrizia Cecconi, Walter Vitali, Claudio Nunziata, Antonio Alibrandi, Riccardo Lenzi, Nino Lisi, Marco Leonardi, Francesco De Notaris, Marco Cicerone, Giovanni Sarubbi, direttore del “Dialogo”, Pier Luigi Trigila, Gian Carlo Poddine, Carmen Plebani, Nandino Capovilla, Augusto Cacopardo, Silvio D’Amico, Paolo Bertezzolo, Michelangelo Chiurchiù, Luciano Corradini, Gianni Macchioni, Rudi Ghedini, Roberto Torelli, Alessandra Li Destri, Caterina Li Destri, Maria Grazia Niutta, Alessandro Parola, Ettore Cirillo, Alberto Albertini, Roberto Caranzano, Maria Teresa Vallefuoco, Redazione di “Lucidamente”, Alida Chiavenuto, Franco A. Grassini, Renato Pucci, Marco Jacoviello, Anna Iannucci, prof. Giovanni Bianco, Giuseppe Maria La Barba, Biagio Ricceri, Paolo Bertagnolli, Nara Zanoli, Giuseppe Ruggieri, Fabrizio Truini, Angelo Cifatte, Umberto Andalini, Maria Paola Zunino, Giacoma Cannizzo, Pierluigi Sorti, Angelo Bertani, Maria Serena Bertani Marini, Marianella Pirzio Biroli Sclavi, Cristiano Zironi, Alessandra Visani, Luca Alessandrini (Istituto Parri Emilia Romagna) Pier Giorgio Maiardi, Daniele Curina, Giuseppe Licandro, Francesco Porta, Maria Giulia Battelli, Aldo Bacchiocchi, Bice Foà Chiaromonte, Sandra Zampa, Gianluigi Meandri, Donato Barbone, Silvia Iolli, Ivano Ronchetti, Otello Ciavatti, Fausta Garavini, Giorgio Tassinari, Alfonso Sabin, Andrea Di Meo, Pasquale Colella (”Il Tetto”), Giovanni Tarantino, Giorgio Baiocchi, Roberto Olivero Del Castillo, Domenico Bilotti, Sergio Acquilino, Massimo Falchi, Lauro G. Magnani, Fausta Deshormes, Mauro Bortolani, Antonia Sani, Piero Racca, Gabriele Sorrenti, Roberto Amoretti, Luciano Laverda, Roberto Tumminello, Paolo Venco, Giorgio Sacchetto, Giancarlo Bussola, Roberto Prossomariti, Franco Zunino, prof. Giampaolo Guaraldi, Telemaco Portoghesi Tuzi, Saverio Luzzi, Alberto Quarantotto, Filippo Senatore, Michele Debegnach, Antonio Cormano, Giosuè Cuccurazzo, Franca Zanelli Quarantini, Osita Bordi, Dario Narini, Fr. Fabrizio Zaccarini, Marco Bertani, Aldo Rotolo, Maria Longo, Dmitrij Palagi, Gianni Guasto, Luisa Marchini, Luigi Pizzato, Bartolo Anglani, Carminella Biondi, Raffaello Zini, Adriana Merenda, Gerardo D’Errico, Giovanni Vecchi, Franco Barbuto, Marco Marini, Mario Cocco, Patrizia Angelotti, Pietro Pertici (Tavola della pace e della cooperazione), Nino Raviotta, Armando Gualandrini, Stefano Colonna, Sergio Ruggieri, Marina Marini, Edoardo Corrieri, Maria Bonaria, Lucia Pigliaru, Francesca Pigliaru,  Margherita Soma,  Francesco Baicchi, Maurizio Michelini, Elio Tavilla, Pasquale De Sole, Antonio Mammi, Mario Dabbicco, Alessandra Falchi, Bruno Giangiacomo, Guido Frosina, Vincenzo Zacchiroli, Francesco Nicotra, Federico Vignale, Sandro De Santis, Rocco Artifoni, Paolina Dolci, Pier Domenico Ciullini, Antonio Sabattella, Paolo Staffiere, Saverio Aversa, Francesco Carchedi, Vladimiro Severini, prof. Silvia  Buzzelli, Giorgio Giordani, Antonio Caputo (Movimento d’Azione Giustizia e Libertà), Giuseppe Delfrate, Adele Repola, Teresa Benedini, Raffaele De Francesco, Umberto Romagnoli, Nuccio Lodato, Gianni Tugnoli, Luigi De Rosa, Giuseppe Orizio, sindaco di Castegnato (BS), Sergio Fogagnolo, Antonio Luvaro, Katia Zanotti, Maria Ricciardi Giannoni, Liberacittadinanza, Salvatore Petrucci, Elena Cianci, Salvatore Nocera, Paolo Cavalieri, Carmelo Giuseppe Nucera, Ubaldo Stendarolo, Dino Biggio, Maria Chiara Cabras, Giambattista Tirelli, Sonia Migliano, Maria Grazia Campari, Rosanna Cavazzini, Gianni Marchesini, Fabio Osti,Enzo Bellettato, Lino Pietro Callegarin (Viva la Costituzione),Laura Barbieri, Alberto Aquilini, Augusto  Carli, Daniele Mai, Margherita Zaccagnini, Mario Porcu, Gianni Malavolti, Filippo Manini, Arturo Ghinelli, Domenico Campana, Chiara Curci, Enrica Bedini, Davide Piantoni, Luisa Acerbi, Francesca Milone, Giorgio Casadio, Antonio Rillosi, Gianfranco Monaca, Paolo Farinella, Adriano Tosi, Alberto Brambilla, Giorgio Guidetti, Alberto Valenti, Antonino Conti Niboli, Stefania Friggeri, Ettore Borghi, Carmelo Labate, Loredana Mozzilli, Bruno Fini, prof. Matteo Cosulich, Lucia Piacentini, prof. Maurizio Ponz de Leon, Rosangela Pancheri, Marco Gigli, Rita Gamberini, Ottavia Gagliastro, Raffaello Saffioti, Lorenzo Madau, Renato Crottogini, Antonio G. Russodivito, Italo Antonangeli, Bernardino Gasparri, Domenico Tubito, Piercarlo Bonalumi, Rosellina Scarcella, Matteo Viviano, Giuseppe Natale, Francesco Grespan, Antonino Conti Nibali, Franco Tarantola, Denis Erba, Massimo Pelizza, Francesco Santangelo, Erwin Hellveger, Ignazio Morreale, Franco Mantovani, Ada Docci, Monica Rossi, Rossana Tore, Gian Paolo Bedeschi Alessandro Lo Bianco, Tiziana Allinovi, Francesco Fabrizio, Cinzia Castellano, Primo Dorigo, Marco Stephane Musso. Teresa Pertrichino, Ennio Cicero, Rocco Trigiante, Salvatore Sanna, Maria Cristina Ceruti, GianPaolo Zilioli, Giorgio Grasselli, Gian Paolo Zuelli, Nicola Rociola, Orlando Paulin, Enzo Dionisi, Vittorio Cajò, Diana Ascari, Vito Telese, Giacomo Pellizzari, Paola Romizi, Guido Persiani, Alberto Gavioli, Virginia Canali, Alessandra Romano, Elisabetta Ferrari, Giuseppe Morreale, Carla Cavallini, Gian Luca Boschesi, Mario Bortolotti, Luigi Ferdani, Ines Agostinelli, Letizia Cuscela, Gianfranco Ceresini, Arcangelo Blanco, Doretta Barina, Bianca Marchi, Caterina Rota, Bernardetta Forcella.

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[1] Notizia segnalata da: Economia Democratica

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