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Il Sì al referendum incoraggia la voglia di reagire degli italiani

Mario Ajello

3/11/2016


Da alcune settimane i sondaggi registrano il superamento del numero dei cittadini che si dichiarano contrari alla riforma costituzionale, rispetto a coloro che sono favorevoli. L’esito rimane incerto per i pochi punti di percentuale che differenziano i due schieramenti e per l’ancora elevato numero degli indecisi: un quarto degli intervistati.

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Considerazioni sul bicameralismo nella riforma costituzionale

Gianluigi Spagnuolo  

3/11/2016

1. Premessa; 2. Definizione di bicameralismo; 3. Critiche al bicameralismo: il bicameralismo e l’unicità della volontà popolare; 4. Vantaggi del bicameralismo: bicameralismo di struttura e bicameralismo di procedimento; 5. Le caratteristiche del sistema bicamerale italiano; 6. La Seconda Camera nel dibattito alla Costituente; 7. Sistema elettorale, sistema politico, governabilità

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IL VERO QUESITO:

Approvate di spegnere la politica e non opporvi al potere?

 

Discorso tenuto il 7 ottobre 2016 nella Sala consiliare della Provincia a Matera.

 Raniero La Valle

 Matera, 7/10/2016

Mentre in Italia, nel mondo, nel Mediterraneo, in Siria, a Calais c’è tanta disperazione, noi siamo costretti a devolvere due mesi della nostra vita privata, e se non della nostra vita privata, della nostra vita pubblica, al referendum per cambiare la Costituzione.

Questo referendum è stato caricato, da chi pretende l’approvazione della riforma, di significati epocali. Lasciamo stare i catastrofismi di chi dice che se non vince il Sì ci sarà una crisi come quella del ’29 con la gente che si suicida per la strada. È vero però che il 4 dicembre è stato enfatizzato come lo spartiacque da cui tutto dipende. Renzi ci aveva messo perfino la testa di presidente del Consiglio, anzi aveva messo in palio, come in “Lascia o raddoppia”, la sua stessa carriera politica; poi se ne è pentito e ora questo non lo dice più “nemmeno sotto tortura”. Però non pensa ad altro. Di fatto ha smesso di governare, perché notte e giorno non fa che dedicarsi, in ogni TV e in centinaia di comizi, alla propaganda per il Sì. Questo vuol dire che la cosa è veramente importante anche per noi; forse davvero il 4 dicembre è uno spartiacque.

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Il NO della CGIL alla riforma costituzionale

Documento prodotto nell'Assemblea Generale Cgil Nazionale

Roma 7 – 8 settembre 2016

 

ORDINE DEL GIORNO

La CGIL è partita da una discussione tutta di merito delle modifiche costituzionali, proposte volute dal Governo, approvate dal Parlamento e che saranno sottoposte al Referendum costituzionale, non volendo essere rinchiusa in una logica di schieramento o pregiudiziale. In tal senso andava l'ordine del giorno approvato dal Direttivo nazionale della CGIL il 24 maggio scorso. In questi mesi, a partire da quell'ordine del giorno, abbiamo organizzato centinaia di iniziative di confronto e approfondimento che hanno riscontrato anche posizioni diverse ma un consenso nei confronti dei giudizi espressi dalla Cgil. Per la nostra organizzazione, infatti, l’auspicabile obiettivo di superare il bicameralismo perfetto, che anche la CGIL richiede da tempo, istituendo una seconda camera rappresentativa delle Regioni e delle Autonomie locali, e di correggere le criticita della riforma del 2001, si è tradotto in un'eccessiva centralizzazione dei poteri allo Stato e al Governo. 

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