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GENERARE LAVORO

Percorsi e strategie per il lavoro e l’occupazione giovanile

Pier Giorgio Maiardi

Bologna, Giugno 2016

Un gruppo di lavoro, costituito da Agire Politicamente a Bologna con Giorgio Gosetti, docente presso l’Università di Verona, Michele La Rosa, direttore della rivista “Sociologia del lavoro”, Pier Giorgio Maiardi, di Agire Politicamente, Walter Orsi, sociologo professionista, Vincenzo Zacchiroli, di Agire Politicamente e già sindaco del Comune di Castel S.Pietro Terme, ha elaborato un documento sul problema del lavoro. Dopo un’analisi sintetica dell’attuale situazione riguardo al lavoro, il documento formula una proposta operativa da sperimentare nell’ambito del territorio di un Comune. Ne pubblichiamo la introduzione con possibilità di accedere al testo completo.

Alla base sta la constatazione che l’attuale carenza di lavoro, e quindi l’alta percentuale di disoccupazione, specialmente fra i giovani (oltre 40%), hanno una dimensione straordinaria e non sono effetto di una contingenza sfavorevole ma manifestano gli effetti di un mutamento di sistema:dalle diverse modalità di produzione, all’allargamento a dimensione del mondo dei mercati e della concorrenza, alla esasperazione della logica liberista e del tornaconto individuale, alla scarsa sensibilità per il “bene comune”.

Anche a motivo di questa scarsa sensibilità le risposte con cui si è inteso, fino ad ora, far fronte alla carenza di occupazione sono state inadeguate se non addirittura sbagliate.

Si sono così aggravate le conseguenze negative per il vivere sociale: crescenti squilibri economici, disuguaglianza, aumento della povertà e della emarginazione, mancanza di speranza e approccio negativo alla società da parte dei giovani.

Ci pare urgente individuare possibili “traiettorie di cambiamento” che abbiano “attori” e contesti concreti per non restare semplici enunciati teorici, espressione, magari, di un “dover essere” che aumenterebbe lo stato di frustrazione senza modificare la realtà.

Karl Polanyi ci aiuta ad analizzare la società individuando tre sottosistemi - quello economico, quello politico amministrativo e quello socio culturale – che devono necessariamente interconnettersi ed integrarsi per perseguire l’obiettivo, condiviso, di un effettivo “bene comune”. Si tratta di mettere in rapporto la produzione, il consumo e i servizi, tre mondi che devono formare un unico sistema integrato con tre protagonisti: l’impresa, il volontariato associativo culturale e sociale e l’amministrazione pubblica. Il governo del territorio, e quindi la politica, ha il ruolo indispensabile di guidare e dare credito ai processi di cambiamento.

La proposta che qui viene fatta si fonda, pertanto, su un territorio specifico, su cui vivono ed operano i soggetti sociali citati e dove esiste un “potere politico e amministrativo” che ha una funzione di governo.

La prima fase è necessariamente quella dell’analisi e dello studio a cui deve seguire una seconda fase, quella della progettazione e della innovazione e, quindi, quella della sperimentazione: tre fasi che necessariamente si succedono e, nel medesimo tempo, si incrociano e si susseguono nel tempo.

Ciò richiede la costituzione di un “laboratorio permanente” in cui siano presenti i tre sottosistemi, dell’impresa, delle associazioni e del volontariato che dovrebbe consentire la presenza dei giovani, e delle istituzioni pubbliche che comprendono il governo del territorio.

L’incontro, in un unico contesto per un obiettivo condiviso, di questi tre protagonisti della vita sociale dovrebbe consentire, con l’analisi, la realizzazione di possibili collaborazioni per la sperimentazione di progetti concreti capaci di creare, con buone pratiche sociali, possibilità di occupazione retribuita.

L’area principale interessata al progetto è senza dubbio quella del welfare, con tutte le opportunità create dall’allargamento e la razionalizzazione dei servizi alla persona, ma ci si può spingere anche oltre, nelle aree dell’edilizia per l’abitazione delle famiglie, della manutenzione, dell’artigianato e in quella delle iniziative sociali di carattere culturale e ludico, oltre che in quella della organizzazione della vita comune in quartieri, strade e condominii.

L’obiettivo ultimo deve essere senza dubbio quello della creazione di occasioni di lavoro, soprattutto per i giovani, ma questo deve avvenire in un processo di miglioramento della vita comune, di maggior “bene comune” e, inevitabilmente, di una riqualificazione della partecipazione democratica dei cittadini alla vita ed al governo del territorio.

 


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