Cattolicesimo Democratico

I cattolici e la politica

di Giovanni Bachelet

(da Famiglia Cristiana)

8/7/2010

Tempo fa il commento "Chi vuole tappare la bocca ai cattolici" ha ripreso un leit motiv della "buona stampa". Sono parlamentare da poco e accetto per me le critiche di irrilevanza. Vorrei assomigliare ai cristiani che hanno contribuito alla democrazia e rinnovato il mondo. De Gasperi e Schuman (in via di beatificazione), oppure Adenauer, Kennedy, Moro, Delors, hanno guidato sia sistemi proporzionali, dove i cattolici avevano un partito, sia sistemi bipolari, dove non l'avevano. Servirono la città dell'uomo indovinando, fra difficoltà mediazioni e alleanze, il bene possibile; dimostrarono che non si fa politica senza rischi per la coscienza, ma al rischio si accompagnano grandi opportunità.
Sulla scia di questi pionieri non sono mancate, negli ultimi anni, coscienze salde e prudenti, cresciute nella Chiesa e in aggregazioni laicali che sono state anche scuole di democrazia: da questo vivaio sono usciti non solo amministratori locali, ma anche un premier (Prodi), un capo di stato (Scalfaro) e ministri importanti (Bindi, Andreatta, Mattarella, Parisi, Flick e molti altri). Anche quando erano in carica però, per la buona stampa, questi cattolici erano irrilevanti. Sembrava rilevante solo chi, snocciolando valori non negoziabili, lucidava le maniglie a disinvolti miliardari di destra.
O, magari, provava a rifare la DC, producendo mostricini irrilevanti, buoni solo per la svendita post-elettorale. Sembrava che eticamente sensibili fossero solo i temi della vita e del sesso; che la libertà riguardasse scuole e ospedali privati, non l'informazione; che legalità, pace, immigrazione, qualità di scuole e ospedali pubblici interpellassero, sí, la coscienza cristiana, ma un po' meno.
Impostazione agli antipodi di Sturzo, che nel 1905 invitava i cattolici a essere "o sinceramente conservatori o sinceramente democratici". Dopo Sturzo i cristiani in politica sono stati rilevanti perseguendo un'idea complessiva di bene comune: pace, libertà politica, Europa, terra ai contadini, lotta alle ingiustizie... Anche allora non tutta la Chiesa li osannava: Padre Pio era contro la riforma agraria di De Gasperi. Poi, la Gaudium et Spes ha detto dei laici: "Spetta alla loro coscienza, già convenientemente formata, di inscrivere la legge divina nella vita della città terrena. Dai sacerdoti i laici si aspettino luce e forza spirituale. Non pensino però che i loro pastori siano sempre esperti a tal punto che, ad ogni nuovo problema che sorge, anche a quelli gravi, essi possano avere pronta una soluzione concreta, o che proprio a questo li chiami la loro missione". Io sogno pastori e giornalisti cristiani, che, oltre a beatificare qualche leader democratico 50 o 60 anni dopo, siano capaci anche di riconoscere e sostenere i cristiani che oggi lavorano per il bene comune.

ACLI: in memoria di don Minzoni

Walter Raspa

 

Il 23 agosto 1923 la violenza fascista colpiva a morte don Giovanni Minzoni, prete della Chiesa di Ravenna, medaglia d'argento al valore militare, Parroco di Argenta(Ferrara).

Le ACLI dell'Emilia-Romagna ne fanno memoria e ricordano come don Minzoni, in un contesto politico e sociale di estrema difficoltà affrontò con coerenza le sfide del suo tempo.

La testimonianza di don Giovanni Minzoni resta quanto mai attuale per i laici cattolici impegnati nell'azione sociale  e politica e che hanno il dovere di operare per il bene comune sui valori morali indicati nella testimonianza di don Giovanni Minzoni.

Giovanni Paolo II, pregando ad Argenta sulla sua tomba, lo indicò come modello ai sacerdoti ed ai laici, ne santificò la memoria, sottolineò come Egli attinse, nella sua vita, alle radici della libertà, cioè a quella dignità umana restituita ed elevata dalla redenzione di Cristo e quindi potè scrivere con sicurezza :"La religione non ammette servilismo, ma il martirio".

Davanti alle grandi sfide del nostro tempo ripensiamo a don Giovanni Minzoni, alla sua vita, alla sua morte, alla sua testimonianza, che fu momento condiviso tra credenti e coloro che pur privi della fede, ne hanno riconosciuto i grandi valori.

ACLI EMILIA ROMAGNA – Piazza dei Martiri, 8 – 40121 Bologna

Telefono e fax 051/254612 – e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – C.F. 80068630377

Presidente Regionale Walter Raspa: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – cell. 333/3104302

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"Cattolici nell’Italia di oggi"

Il programma della 46° Settimana sociale dei cattolici italiani in Reggio Calabria (Ottobre 2010).

Reggio Calabria - 14 al 17 ottobre 2010


ROMA, martedì, 28 settembre 2010

da ZENIT.org

Con il titolo “Cattolici nell’Italia di oggi. Un’agenda di speranza per il futuro del Paese” si terrà a Reggio Calabria, dal 14 al 17 ottobre prossimi, la 46ª Settimana Sociale dei cattolici italiani.

Secondo il programma pubblicato questo martedì sul sito Internet dell’iniziativa (www.settimanesociali.it), nel pomeriggio di giovedì 14 ottobre, aprirà i lavori presso il Teatro comunale “Francesco Cilea” l’introduzione di mons. Arrigo Miglio, vescovo di Ivrea e presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali. A questa farà seguito la prolusione del presidente della Conferenza episcopale italiana, card. Angelo Bagnasco, “Logos e agape. Intelligenza della fede e trasformazione della società”.

“Il processo, l’agenda e l’attualità” è il titolo dell’intervento che Luca Diotallevi, vice presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali, terrà prima della conclusione dei lavori della prima giornata.

Nella mattinata di venerdì 15, Lorenzo Ornaghi (rettore dell’Università cattolica del Sacro Cuore), Vittorio Emanuele Parsi (docente di Relazioni internazionali all’Università cattolica del Sacro Cuore) e Ettore Gotti Tedeschi (presidente dell’Istituto per le opere di religione-Ior) terranno le relazioni introduttive che delineeranno il contesto italiano e internazionale in cui si colloca la riflessione dell’assemblea.

In seguito, gli oltre 1200 delegati provenienti dalle 227 diocesi italiane si divideranno per partecipare, presso il Centro congressi Altafiumara, a cinque assemblee tematiche (che proseguiranno il sabato mattina) dedicate a “Intraprendere nel lavoro e nell’impresa”, “Educare per crescere”, “Includere le nuove presenze”, “Slegare la mobilità sociale”, “Completare la transizione istituzionale”.

Sabato pomeriggio, di nuovo presso il Teatro comunale, avrà luogo la quinta sessione dei lavori dal titolo “Un Paese solidale. Storie, racconti, esperienze, immagini…”, nella quale, alla relazione di Giuseppe Savagnone (direttore del Centro diocesano per la pastorale della cultura di Palermo) sul recente documento della Chiesa italiana dedicato al Sud, faranno seguito riflessioni e testimonianze sul tema della solidarietà.

Domenica 17, infine, la giornata si aprirà, alle 7.45, con la celebrazione eucaristica nella cattedrale del capoluogo calabrese, celebrata da mons. Vittorio Luigi Mondello, vescovo di Reggio Calabria-Bova. Nell’ultima sessione presso il Teatro comunale, presieduta dal segretario del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali, Edoardo Patriarca, verranno messi in comune i risultati dei lavori condotti nelle assemblee tematiche. Chiuderanno l’appuntamento reggino dei cattolici italiani le conclusioni del presidente e del vice presidente del Comitato, mons. Arrigo Miglio e Luca Diotallevi.

“Il tema della 46ª Settimana Sociale può sembrare atipico rispetto a quelli delle ultime Settimane sociali – ha spiegato Miglio – , ma è scaturito quasi naturalmente dall’esperienza della 45ª Settimana, quella del centenario dedicata a Il Bene comune oggi. Un impegno che viene da lontano”.

Tale tema, infatti, “ha suscitato interesse e si è rivelato più che mai attuale e urgente, ma ha bisogno di essere declinato in rapporto ad alcuni problemi concreti del Paese”. “Di qui – ha proseguito Miglio - è nata l’idea di lavorare per proporre un’agenda di speranza, da compilare non a tavolino, ma compiendo un’opera di riflessione che permetta di coinvolgere, da subito, molti di coloro che si stanno impegnando seriamente per il bene comune del Paese e per trovare le vie concrete per conseguirlo”.

“L’agenda – ha rilevato il presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali - presenta dei problemi e non ha la pretesa di trovare tutte le soluzioni, soprattutto quelle politiche”.

“Alla luce della dottrina sociale della Chiesa – ha concluso Miglio - , vorremmo incoraggiare e offrire un contributo perché, come scrive Benedetto XVI nella Deus caritas est, «le esigenze della giustizia diventino comprensibili e politicamente realizzabili»”.

Vedi dossier 46° Settimana sociale dei cattolici italiani in Reggio Calabria (Ottobre 2010)

Link www.settimanesociali.it

Fra ricordi e speranze...

Appunti sulla 33ma “Settimana Sociale” reggina del 1960

in vista di quella imminente, la 46° dell'Ottobre 2010

di Nino Labate

25 settembre 2010


Era il 25 settembre del 1960. Quella domenica ritornavo a Reggio da Palermo dove, appena assunto, facevo il mio tirocinio in Rai. Ritornavo per incontrare Franca che due anni dopo sarebbe stata mia moglie. Il mio indimenticabile fratello Gianni mi telefona dicendomi che sarebbe passato a prendermi nel primo pomeriggio per andare in Cattedrale. Iniziava la 33.ma Settimana Sociale dei Cattolici Italiani. E Mons. Ferro teneva il discorso di apertura: devo essere grato a Nicola Ferrante che su l’Avvenire di Calabria me ne ha ricordato i contenuti. Io portavo solo memoria della sua proverbiale e somma delicatezza pastorale con cui ha ringraziato le autorità e i convegnisti presenti, sottolineando l’importanza del tema delle “Migrazioni”. Un tema, com’è noto, ritornato di grandissima attualità nelle sue nuove macrodimensioni geografiche.

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Vedi dossier 46° Settimana sociale dei cattolici italiani in Reggio Calabria (Ottobre 2010)

Link www.settimanesociali.it